RE: AI e futuro economico-lavorativo

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Per i lavori intellettuali e artistici purtroppo serve a poco e niente: si viene sostituiti senza preamboli. Come può fare un grafico, dato che un software disegna molto più velocemente di lui (e si suppone con meno pecche) senza ovviamente abbisognare di stipendio? Come potrebbe un grafico imparare a usare il cambiamento a suo favore? O peggio ancora, un concertista che si vede sostituito da una macchina? Il pubblico potrà ascoltare Beethoven senza dover più pagare cifre astronomiche per l'ingresso alla Scala di Milano. Temo che usare i cambiamenti in proprio favore sia prerogativa delle professioni tecniche (quali che esse siano) e infatti se sono le preferite da Confindustria un motivo ci sarà pure. Forse forse pure le artigianali un poco meno tecniche, ma dove comunque la manualità è condicio sine qua non. Purtroppo è amaramente vero che per quanto appassionanti, i corsi di studio umanistici, artistici e pure giuridici non t'insegnano nei fatti a battere un chiodo e quindi quando arriva la nuova tecnologia casca il castello di carte.



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Hai ragione, i lavori intellettuali e artistici sono sotto attacco, non so proprio che consiglio potrei dare a qualcuno che fa il grafico o l'illustratore in questo periodo, basta digitare il giusto prompt e si ottengono risultati incredibili in pochi secondi, certo, c'è sempre qualche errore, ma poi si può intervenire con photoshop, e anche lì ormai c'è l'AI che aiuta, sono passati i giorni quando bisognava impazzire a selezionare gli oggetti o a creare una trasparenza o una maschera di livello.

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Un'idea ci starebbe, però è troppo poco ortodossa per essere spiattellata in pubblico...😆

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