RE: Dati lavoro USA: un trend anche per l'Italia?

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Dato il paese anglosassone innovativo dall'economia keynesiana, la vedrei più che altro come una paturnia causata principalmente dalla IA che stanno rubando impunemente tutti gli impieghi intellettuali (e si sa: alle aziende conviene immensamente più un software di pochi dollari rispetto a un impiegato umano). Ora che poi si formano intere orchestre di IA, non dico che siamo alla frutta, ma proprio all'ammazzacaffè.
La questione in particolare del lavoro in sud Italia ancora più ridotto che al centro-nord: sapendo che manca il terziario (e da lì l'affanno alle corse ai concorsi pubblici), ma non i posti statali, mi incuriosisce la massiccia emigrazione degli insegnanti, pure dal centro. Davvero ci sono molte meno scuole nel centro-sud rispetto al nord? O non gli pagano gli stipendi? Ma pure in città rinomate come i capoluoghi di regione o di province grandi come Foggia, Catania o Sassari?



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È vero, l'IA sta sostituendo tanti lavori, ma sta fornendo anche la scusa per tanti licenziamenti ingiusti/immotivati, magari per far alzare il valore delle proprie azioni in borsa, e dopo i profitti semestrali ammettere di aver sbagliato a licenziare così tanti "umani".

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Ora per non restare disoccupati si devono imparare queste e quelle attività di artigianato. Dato che le industrie non si sognano certo di licenziare manovali, magazzinieri, muratori e operai per sborsare centinaia di migliaia per ogni singolo robot che dovesse sostituirne (come ingenuamente si credeva nel secolo scorso). E ora si studia pure ingegneria (specie meccanica) per diventare operai.

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