RE: Non so a che punto sono arrivato...

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No, da quel che ho capito è una narcisista. Non devi assecondarla in nessun modo, perché le farai sentire di averti ancora nella sua rete. Quindi evita di incontrarla, ma se per qualche motivo devi farlo, fallo "giocando in casa", con qualcuno di TUA fiducia, non di sua, in un luogo pubblico, dove non possa fare scenate (o almeno le faccia a suo rischio e pericolo). Ottimo sarebbe una delle tue figlie, se fossero disposte: capirebbe meglio almeno uno degli aspetti che meno erano tollerabili.

Il discorso di evitare un'escalation lo comprendo benissimo, ma devi metterlo in conto tenendo conto della sua particolare personalità psicologica. Un narcisista si allontana solo quando perde interesse per l'oggetto (per un narcisista anche le persone son praticamente oggetti) delle sue attenzioni. E ciò avviene solo per due motivi: trova qualcosa che lo sostituisca o capisce di aver perso potere e controllo su di esso.

Ha bisogno di cure, te lo dissi molto, molto tempo fa, nell'unica occasione in cui ci sentimmo telefonicamente. Ma tu non puoi aiutarla, anzi ogni tentativo da parte tua al momento può far solo danno.

Ultimo consiglio: non dirle che è narcisista. Per un narcisista sentirselo dire è solo fonte di estrema irritazione e reazioni negative. Il narcisismo è forse una dei disturbi di personalità più difficili da affrontare anche per un professionista e purtroppo ha l'effetto di esser in qualche forma contagioso/ereditario. I figli ad esempio tendono a sviluppare altri disturbi di personalità, qualche volta narcisismo stesso. E le persone che vivono accanto tendono a diventare in qualche modo succubi. Non è vero contagio in senso clinico ovviamente, ma la conseguenza di una vita prolungata in un ambiente tossico che porta le persone a cercare forme di adattamento che però sono patologiche.



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Purtroppo è vero: neppure uno psicologo gliene può (forse una psichiatra e sarebbe meglio perchè può prescrivere farmaci e meglio ancora uno psichiatra con l'ulteriore specializzazione in psicanalisi) perchè di rado chi è affetto da questo disturbo lo ammette o se ne rende proprio conto. Un passo avanti si fa in quei pochi casi che arrivano ad ammettere di avere bisogno di aiuto e desiderano cambiare.

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