Non so a che punto sono arrivato...

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Oggi sento suonare lo smartphone, potrebbe essere chiunque, il suo nome...

"Dimmi."

Era lei, la mia ex-compagna, mi sono imposto di risponderle, per diversi motivi, soprattutto per non innescare una potenziale escalation, del tipo che mi venga a cercare in strada, per così dire, cioè dove lavoro, nella pulizia delle scale, ma non mi aspettavo un tenore della telefonata in questo senso...

Qualcuno le ha detto che non sono solo, che ho una storia, è stato pesante, strano, anomalo, ha sparato così, a casaccio, voleva sapere a tutti i costi chi fosse, come l'avessi conosciuta, come era stato possibile, visto e considerato il mio carattere, mi ha chiesto se fosse una condomina delle scale che pulisco, è stata la sua intuizione più diretta, non le ho detto nulla, com'era logico che fosse, non ho mai sopportato nel nostro rapporto quel suo tono inquisitorio, quel mettermi sotto accusa spesso e comunque, figuriamoci adesso, che tra noi, per mio volere, tutto è finito, mi vuole incontrare, da qualche parte, mi ha già seguito, sa perfettamente dove sono, a pulire le scale, i miei orari, come e dove mi muovo, lo sapevo anche questo, qualcuno mi ha consigliato di cambiare gli orari, di ruotare i giorni di pulizia, avrebbe senso questa cosa? Assolutamente no, perché in un raggio di pochissime centinaia di metri ho diverse palazzine, per cui da una parte non farei altro che farla incazzare maggiormente, mutando l'ordine temporale di pulizia, dall'altro canto sarei oltretutto prevedibile, perché basterebbe per lei semplicemente aspettare che io passi da quelle parti...

Non ho tanta scelta, penso proprio che dovrò affrontarla nuovamente, vederla da qualche parte, forse in un bar, forse in un altro luogo neutro, magari con qualcuno di sua fiducia, perché non sono molto tranquillo all'idea, da tempo ho pensato a questa eventualità, adesso si sta concretizzando, devo cercare e provare di stare calmo, razionale, e moderare le parole, come mi ha saggiamente consigliato un'amica, posso contare sull'immenso appoggio morale e psicologico della mia cara Cucciolotta, che ogni giorno di più si rivela come una persona davvero speciale...

Foto presa da pexels, senza copyright...



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No, da quel che ho capito è una narcisista. Non devi assecondarla in nessun modo, perché le farai sentire di averti ancora nella sua rete. Quindi evita di incontrarla, ma se per qualche motivo devi farlo, fallo "giocando in casa", con qualcuno di TUA fiducia, non di sua, in un luogo pubblico, dove non possa fare scenate (o almeno le faccia a suo rischio e pericolo). Ottimo sarebbe una delle tue figlie, se fossero disposte: capirebbe meglio almeno uno degli aspetti che meno erano tollerabili.

Il discorso di evitare un'escalation lo comprendo benissimo, ma devi metterlo in conto tenendo conto della sua particolare personalità psicologica. Un narcisista si allontana solo quando perde interesse per l'oggetto (per un narcisista anche le persone son praticamente oggetti) delle sue attenzioni. E ciò avviene solo per due motivi: trova qualcosa che lo sostituisca o capisce di aver perso potere e controllo su di esso.

Ha bisogno di cure, te lo dissi molto, molto tempo fa, nell'unica occasione in cui ci sentimmo telefonicamente. Ma tu non puoi aiutarla, anzi ogni tentativo da parte tua al momento può far solo danno.

Ultimo consiglio: non dirle che è narcisista. Per un narcisista sentirselo dire è solo fonte di estrema irritazione e reazioni negative. Il narcisismo è forse una dei disturbi di personalità più difficili da affrontare anche per un professionista e purtroppo ha l'effetto di esser in qualche forma contagioso/ereditario. I figli ad esempio tendono a sviluppare altri disturbi di personalità, qualche volta narcisismo stesso. E le persone che vivono accanto tendono a diventare in qualche modo succubi. Non è vero contagio in senso clinico ovviamente, ma la conseguenza di una vita prolungata in un ambiente tossico che porta le persone a cercare forme di adattamento che però sono patologiche.

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Purtroppo è vero: neppure uno psicologo gliene può (forse una psichiatra e sarebbe meglio perchè può prescrivere farmaci e meglio ancora uno psichiatra con l'ulteriore specializzazione in psicanalisi) perchè di rado chi è affetto da questo disturbo lo ammette o se ne rende proprio conto. Un passo avanti si fa in quei pochi casi che arrivano ad ammettere di avere bisogno di aiuto e desiderano cambiare.

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...quindi non vi ha scoperto per conto proprio: qualche "uccellino" ha "cantato", fosse pure in buona fede...

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