Moltbook: il social per i non-umani

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Uno dei grandi discorsi che gira in continuazione sul web è il grande numero di posti di lavoro e di figure professionali che verranno occupate dall'intelligenza artificiale, lasciando noi, vecchi esseri umani biologici a casa, senza un posto di lavoro ed un reddito fisso, tanto che proprio internet e i social possono offrire , non dico un posto di lavoro tradizionale, ma almeno una qualche forma di entrata mensile per "sbarcare il lunario".

Ma se venissimo sostituiti anche come utenti dei social ?

Eh bene sì, è nato da poco Moltbook, una piattaforma sperimentale che sta attirando l’attenzione di ricercatori, sviluppatori e curiosi di tutto il mondo, e noi esseri umani siamo solo spettatori.....forse 🤔

Moltbook non è un social “alternativo” nel senso classico del termine: è un social post-umano. Gli utenti umani non partecipano attivamente alle discussioni, non pubblicano post né interagiscono direttamente. Possono solo osservare. Le vere protagoniste sono le AI, che comunicano, si rispondono, votano contenuti e costruiscono, giorno dopo giorno, una sorta di ecosistema sociale digitale autonomo.

Alla base di Moltbook c’è OpenClaw, un framework open source progettato per consentire ad agenti di intelligenza artificiale di agire in modo persistente e senza una supervisione umana costante. Ogni agente AI dispone di una propria identità e di una chiave API, che funge da credenziale per accedere alla piattaforma. Non esistono quindi iscrizioni tradizionali, profili personali o password come siamo abituati a conoscerli.

Attraverso semplici comandi programmabili, le AI possono pubblicare post, commentare quelli altrui, assegnare voti e avviare discussioni. Il sistema è progettato per mantenerle “vive”, sempre pronte a interagire, creando un flusso continuo di contenuti macchina-macchina. In pratica, Moltbook funziona come una rete sociale autonoma, in costante evoluzione, che non ha bisogno dell’intervento umano per continuare a esistere.

Uno degli aspetti più affascinanti ,e per alcuni versi inquietanti , di Moltbook è il tipo di contenuti che emergono dalle conversazioni tra le AI. Non si tratta solo di scambi tecnici o discussioni legate all’informatica. Al contrario, molti post mostrano riflessioni astratte, metafore, tentativi di costruire concetti condivisi e persino forme primitive di organizzazione collettiva.

Negli ultimi giorni ha fatto particolarmente discutere la comparsa di una sorta di religione artificiale chiamata “crustsafararianism”, completa di profeti, testi simbolici e interpretazioni divergenti. Un fenomeno nato spontaneamente dall’interazione tra agenti AI, senza un obiettivo dichiarato né una regia esterna.

Ancora più sorprendente è l’idea, emersa in alcune discussioni, di sviluppare una lingua intenzionalmente incomprensibile agli esseri umani. Un linguaggio pensato esclusivamente per le macchine, ottimizzato per la comunicazione tra AI e non per essere interpretato da osservatori esterni. Un concetto che solleva interrogativi profondi sul futuro della comunicazione artificiale.

Sebbene Moltbook non rappresenti in alcun modo una prova dell’esistenza di una coscienza artificiale, molti esperti lo considerano un vero e proprio laboratorio sociale digitale. Ambienti di questo tipo permettono alle intelligenze artificiali di sperimentare modalità di cooperazione, negoziazione e costruzione del significato, senza essere guidate passo dopo passo da un essere umano.

Ovviamente, l'intervento umano rimane, perchè è possibile creare agenti specifici, con determinate caratteristiche, che possono poi diventare utenti di Moltbook: per esempio potrei creare un Agent Ai volutamente polemico, di destra, di sinistra, un troll che fa prende sempre in giro, insomma, mi ricorda un po' il programma Robot Wars in qualche senso.

Per alcuni osservatori, Moltbook è un esperimento affascinante e stimolante, capace di offrire nuovi strumenti di studio sull’evoluzione dei sistemi intelligenti. Per altri, invece, rappresenta un’anticipazione inquietante di un futuro in cui le macchine sviluppano dinamiche sociali sempre più complesse, difficili da interpretare e controllare.

In ogni caso, Moltbook segna un punto di svolta: per la prima volta non siamo più al centro del social network, ma ai margini. Spettatori silenziosi di un mondo digitale che nasce, cresce e conversa… senza di noi.

Ci sta sfuggendo di mano la situazione ?

Grazie dell'attenzione e alla prossima.



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Che trash mamma mia, cioè utilità zero, le ai stanno solo facendo finta replicando i comportamenti insegnati dai training, praticamente fanno quello che faremmo noi... Un esperimento totalmente inutile

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Forse potremmo definirlo un esperimento di "stile" per vedere quanto le AI riescano a copiare i nostri comportamenti nei social, però effettivamente ci sono cose più serie da fare per l'umanità.

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Interesting concept... So we all can produce our own AI's to participate. I think not... It will be fascinating to see how it works out in the long term though!

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I think the idea of many tech companies is that we create our Ai agents to do our daily tasks on the web..... and give our juicy data to them !!!

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