Activetrades: analisi preventiva
Sto facendo una serie di analisi dei broker, un lavoro direi improbo se non ci fosse la AI. Perché in confronto lo stato con tutte le sue corbellerie burocratiche pare una educanda del secolo passato.
A guardare il sito di Activetrades pare il collodiano paese dei balocchi. Tutto troppo bello per essere vero.
Il soggetto non è italiano, tuttavia è registrato presso la Consob e incredibilmente è accreditato per fare da sostituto d'imposta. O meglio permette di scegliere, addirittura tra tre profilazioni.
Quella dichiarativa, cioè loro non fanno sostanzialmente nulla e spetta poi a noi farla in sede di dichiarazione dei redditi. Il grosso vantaggio di questa situazione è che la dichiarazione e pagamento sono annuali. Questo ha come effetto implicito il potenziale uso dell'interesse composto, anche quello tassato. Già perché durante l'anno, mettiamo di aver fatto un +10%, possiamo riutilizzare l'intero capitale + il 10% per un altro trade. A fine anno si fanno le somme delle plusvalenze, meno le minusvalenze e sulla risultanza si paga il 26% di capital gain. Bello no? peccato che la dichiarazione dei redditi sia un totale delirio e correte il più che concreto rischio di vedervi eroso capital gain e parte del capitale tra spese del commercialista e multe dell'agenzia delle entrate.
Quindi ovvio che la gente preferisca il regime amministrato. Cioè il broker si accolla tutta la questione burocratica e fiscale, mentre noi non dobbiamo fare nulla. Il rovescio della medaglia è che il 26% di capital gain si paga subito ad ogni transazione, senza aspettare quella annuale. Non bastasse questo le minusvalenze di fatto vanno perse, non dovrebbe essere così dal punto di vista formale, ma da quello reale lo è.
A quanto pare Activetrades ha una terza via, una sorta di metà strada tra i due appena elencati. Non so dire di più perché nemmeno nel loro sito lo dicono. Bisogna compilare una form per richiedere informazioni, che senza saper né leggere né scrivere significa sborsare soldi, probabilmente pure tanti. Viceversa lo avrebbero ben pubblicizzato.
Ma andiamo oltre, diciamo che scegliamo l'amministrato e siamo per lo meno sereni. La piattaforma è ben fatta, e ciliegina sulla torta sono pure Platinum partner di TradingView. Per cui basta collegare l'account nella procedura guidata e si può operare con un software dai limiti infiniti, visto che dietro c'è la possibilità di creare "cose" attraverso Pine Script. L'aggancio al broker di fatto è l'anello mancante ad un sistema praticamente perfetto, chiaramente pagando un abbonamento a TradingView.
Visto che parliamo di costi, entriamo nel vivo della questione. Quanto si paga di commissioni in Activetrades? zero...
Già, e qui comincia il giochino della poca trasparenza. Per onestà va detto che non sono gli unici, però è di loro che sto parlando. Ergo.. andiamo a scoprire le carte.
Quando vedete zero commissioni non è per niente un buon segnale. Si presume che anche loro debbano campare, come? con lo spread e le commissioni notturni, anche se loro non le chiamano così.
Facciamo un esempio pratico, diciamo che vogliamo acquistare 15.000 euro di Poste nella giornata di oggi. Quanto costa l'operazione?
Lo spread è variabile, diciamo che siamo a 1%, che sono 150 euro. Questo di fatto annulla qualsiasi improbabile situazione di scalping, perché per l'appunto il titolo dovrebbe salire oltre quella percentuale entro la chiusura (di solito 17:30). Quindi per forza di cose si deve attuare una operatività estesa a più giorni. Un classico è appunto il trend following, cioè seguire una tendenza (tipicamente rialzista) che richiede tempo, anche qualche mese, per arrivare a maturare percentuali interessanti (+10% in su). In questa situazione diciamo che lo spread sarebbe relativo. E nel caso di commissioni che prevedono una percentuale sul trade, come quelle che avvengono sugli exchange Crypto, potrebbe anche essere più conveniente.
Fino a questo punto potremo dire che il broker non apprezza lo scalping, ma preferisce il multiday. Ed invece... no, perché lo spread è il minore dei mali dato che c'è una seconda gabella ben peggiore.
Lo swap overnight, o per dirla in italiano le commissioni notturne. Dopo la chiusura di mercato tenere quei 15000 euro di Poste costa, pure tanto perché viene applicato il tasso interbancario ad un mese, più tre punti di swap! Mettiamo che il tasso interbancario sia anch'esso all'uno per cento, fanno il 4%. Cioè 600 euro!
A questo punto pare evidente che il broker non vuole che teniate posizioni aperte prima della chiusura del mercato di riferimento. Per ovviare alla cosa si deve per forza ricorrere alla Leva, che però essendo uno strumento del broker stesso, quest'ultimo non è più un vostro partner, ma un competitor.
Follia perché stiamo parlando solo del broker, poi c'è il mercato e mille altre piccole postille fastidiose.
Nel mondo crypto non ci sono broker perché accediamo direttamente al mercato in modo diretto, nel "vecchio" mondo non è possibile, devi obbligatoriamente passare per questi soggetti. Il punto è che questi sono praticamente i primi nemici, altro che amici.
Come accennato sopra, ovvio che devono campare anche loro. Ma qui mi sembra un po' esagerato. Quella attuata è una sorta di gabbia per cui sono sicuri di drenare soldi in fase di movimentazione ma anche di parcheggio o se vogliamo di attesa.
Avremo modo di tornare sui broker italiani, perché forse sono meno "vampiri" di quello che potrebbero far credere ad una prima vista.

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Mi viene il dubbio che tali vergognosissimi balzelli vengano applicati a causa di politiche sfavorevoli verso i broker stranieri (questione piuttosto tipica in America latina qua e là), che dunque si rifanno atteggiandosi a sanguisughe dei clienti..🙄
Ma le multe conseguenti alla posizione dichiarativa non dovrebbero essere la conseguenza del fai da te senza commercialista? Ovvio che in mancanza di una laurea in Economia e Commercio(o titoli equiparati che mutuano parecchi esami economici) sbagli. Era capitato a un mio collega universitario per molto, molto meno del brokeraggio (lui era ancora una matricola e dunque non aveva ancora sostenuto esami economici). Si trattava di compilare l'ISEE per la soglia tasse universitarie, cannandolo in pieno e dunque la letterina Iniquitalia non aveva tardato nell'arrivargli.
si se lo fa il commercialista sarà corretto. Il problema è che il commercialista si rifiuta, anche perché fare i calcoli giusti è un delirio e non è che ha il tempo per seguire. L'alternativa è prendere per buona la potenziale dichiarazione precompilata del broker, alcuni lo fanno. Ma se poi è sbagliata sono cavoli tuoi.
Come sempre interessante post, in questo caso mostri che lo slogan zero commissioni sembra un vantaggio ma ci sono rischi nascosti
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