"Pigiama Day: moda, filosofia o autogol domestico?"

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"Il pigiama è come la libertà: bello finché non arriva il corriere e ti coglie impreparato."

Io Prima di aprire al corriere in pigiama



Ciao Hiver!

Oggi parliamo di un argomento che divide famiglie, amicizie e forse anche nazioni: il Pigiama Day.
Sai di cosa parlo, vero? Quel giorno in cui decidi di rimanere in pigiama dalla colazione fino alla buonanotte, senza alcuna vergogna.
O meglio… Tu pensi di non avere vergogna, ma poi arrivano ospiti non invitati e capisci che la tua dignità è parcheggiata accanto alla moka.

Nella mia casa, il Pigiama Day non è mai stato un evento concordato.
È una specie di ribellione silenziosa contro il dovere di sembrare “presentabile”.
Il problema? Qui da noi, appena io ci penso, la situazione degenera in modi imprevisti.

Prendiamo Samuele. Non ha ancora due anni, e quindi non conosce il concetto di “giorno libero”:
per lui ogni mattina è un’epica avventura tra il biberon e il tentativo di buttarsi giù dal divano con la grazia di un paracadutista in addestramento.
Se papà è in pigiama, Samuele interpreta la cosa come “Ah, oggi giochiamo a lavare il pavimento con il latte” (spoiler: non è un gioco).

Poi c’è Reny, mia moglie.
Lei, appena mi vede in pigiama dopo le 9:00, assume quell’espressione che dice:
"Oh, quindi oggi decidi di vivere la tua vita come una coperta buttata su una sedia?"
E non serve aggiungere altro, perché la condanna è già scritta negli occhi.

Lo ammetto: il pigiama è il capo più bugiardo che possiedo.
Ti fa credere di essere al sicuro, ma in realtà è un sabotatore.
Ti seduce con morbidezza e poi, verso le 15:00, ti ricorda che non hai ancora fatto la doccia.

Sabato scorso, per esempio, avevo deciso: “Oggi è Pigiama Day, punto.”
Avevo il mio set di flanella a righe, Samuele in versione “mini tornado” e una tazza di caffè più grande della mia autostima.
A metà mattina bussano alla porta.

Reny: “Chi è?”
Io: “Boh, non aspettavamo nessuno…”
Apro e mi trovo davanti il corriere, con il mio ordine di… indovina? Un pigiama nuovo.
Lo guardo. Mi guarda.
Lui capisce. Io capisco che lui ha capito.
Non serve altro: una delle interazioni umane più imbarazzanti mai avvenute a Rosalì.

Il punto è che il Pigiama Day non è mai un’esperienza solitaria: è una prova di convivenza.
Mentre tu ti immagini avvolto nel plaid, guardando serie TV e bevendo tè, la realtà è:

  • Samuele che decide di aprire il frigorifero e organizzare una degustazione privata di yogurt.
  • Reny che, armata di sguardo accusatorio, ti chiede se “oggi hai intenzione di fare qualcosa della tua vita”.
  • Il gatto che probabilmente ti sta giudicando anche lui.

E non è tutto.
Se sei genitore, lo sai: restare in pigiama significa ammettere pubblicamente che non hai il controllo.
È un po’ come dire al mondo: “Sì, ho perso. Ma almeno sono comodo.”

Consiglio pratico ma ironico 🎯
Se vuoi goderti un vero Pigiama Day senza drammi:

  1. Scegli un pigiama che sembri quasi un completo elegante.
    Così, quando arriva il corriere, puoi fingere che sia un capo “casual chic”.

  2. Coinvolgi tutta la famiglia.
    Se Reny e Samuele sono in pigiama, tu sei salvo. Se solo tu lo sei… sei un bersaglio.

  3. Prepara snack e caffè in quantità industriale.

Un Pigiama Day interrotto dalla fame è una tragedia greca.

In fondo, il Pigiama Day è una piccola ribellione contro l’ansia di essere sempre “produttivi”.
È un modo per dire al mondo: “Oggi faccio il minimo indispensabile, e va bene così”.
Ma attenzione: non è una bacchetta magica.
Se Samuele decide di fare la guerra al sonno o Reny organizza un’uscita improvvisa, la tua rivoluzione finisce in cinque minuti.

E tu? Sei un adepto del Pigiama Day o lo consideri una trappola domestica?
Raccontamelo, così magari scopro di non essere l’unico che riceve pacchi in pigiama.

Ti Abbraccio!

🔘 🔘 🔘

“Sì, anch'io nacqui tra gli uomini. Non avevo mai visto la Giungla. Mi passarono il cibo dietro le sbarre in un recipiente di ferro finché una notte sentii che ero Bagheera, la Pantera, e non un giocattolo per gli uomini, e spezzai la stupida serratura con una zampata e me ne andai; e poiché avevo imparato le astuzie degli uomini, nella Giungla divenni più terribile di Shere Khan.”

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"Pajamas are like freedom: beautiful until the delivery man arrives and catches you off guard."

Me Before opening the door for the delivery man in my pajamas



Hi Hiver!

Today we're talking about a topic that divides families, friends, and maybe even nations: Pajama Day.
You know what I'm talking about, right? That day when you decide to stay in your pajamas from breakfast until bedtime, without any shame.
Or rather... You think you're shameless, but then uninvited guests arrive and you realize your dignity is parked next to the coffee maker.

In my house, Pajama Day has never been a planned event.
It's a kind of silent rebellion against the obligation to look "presentable."
The problem? Here, as soon as I think about it, the situation degenerates in unexpected ways.

Take Samuele. He's not yet two, so he doesn't know the concept of a "day off":
For him, every morning is an epic adventure, from bottle feeding to trying to jump off the couch with the grace of a parachutist in training.
If Dad is in his pajamas, Samuele interprets it as "Oh, today we're playing mopping the floor with milk" (spoiler: it's not a game).

Then there's Reny, my wife.
As soon as she sees me in my pajamas after 9:00, she gets that look that says,
"Oh, so today you're going to live your life like a blanket thrown over a chair?"
And there's no need to say anything else, because the condemnation is already written in his eyes.

I admit it: pajamas are the most deceptive piece of clothing I own.
They make you think you're safe, but in reality they're a saboteur.
He seduces you softly and then, around 3:00 PM, reminds you that you haven't showered yet.

Last Saturday, for example, I had decided: "Today is Pajama Day, period."
I had my striped flannel set, Samuele in mini-tornado mode, and a cup of coffee bigger than my self-esteem.
Mid-morning, there's a knock at the door.

Reny: "Who is it?"
Me: "I don't know, we weren't expecting anyone..."
I open the door and find the delivery man standing there, with my order for... guess what? A pair of new pajamas.
I look at him. He looks at me.
He understands. I understand that he understands.
That's all there is to it: one of the most awkward human interactions Rosalì has ever had.

The point is that Pajama Day is never a solitary experience: it's a test of coexistence.
While you imagine yourself wrapped in a blanket, watching TV series and drinking tea, the reality is:

  • Samuele deciding to open the refrigerator and organize a private yogurt tasting.
  • Reny, armed with an accusatory look, asking you if "you're planning to do something with your life today."
  • The cat, probably judging you too.

And that's not all.
If you're a parent, you know: staying in your pajamas means publicly admitting that you're not in control.

It's a bit like telling the world: "Yes, I lost. But at least I'm comfortable."

Practical yet ironic advice 🎯
If you want to enjoy a true, drama-free Pajama Day:

  1. Choose pajamas that almost look like a suit.
    That way, when the delivery arrives, you can pretend they're "casual chic."

  2. Get the whole family involved.

If Reny and Samuele are in their pajamas, you're safe. If only you are... you're a target.

  1. Make snacks and coffee in bulk.

A Pajama Day interrupted by hunger is a Greek tragedy.

Ultimately, Pajama Day is a small rebellion against the anxiety of always being "productive."
It's a way of telling the world: "Today I'll do the bare minimum, and that's fine."
But be careful: it's not a magic wand.
If Samuele decides to wage war on sleep or Reny organizes an unexpected outing, your revolution will be over in five minutes.

And you? Are you a Pajama Day adept, or do you consider it a domestic trap?
Tell me about it, so maybe I'll discover I'm not the only one receiving packages in my pajamas.

I hug you!

🔘 🔘 🔘

"Yes, I was born among men too. I had never seen the Jungle. They passed me food behind bars in an iron container until one night I felt that I was Bagheera, the Panther, and not a toy for men, and I broke the stupid lock with a paw and went away; and because I had learned the ways of men, I became more terrible in the Jungle than Shere Khan.”

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The texts are translated with simultaneous translators; for the avoidance of doubt I have decided that they will all be translated exclusively with Google Translate.Of course, English is not my first language but I try, forgive any mistakes and imperfections of Translate.



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2 comments
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Per noi depressi clinici il pigiama day è una mega trappola perché si prolunga spesso nel pigiama week o nei casi peggiori month 🤣🤣

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Ciao Noemi!!!

Ma io per un pigiama Week pagherei!!!
Quando c'è stato il lockdown ho provato le sensazioni impagabili del pigiama month e onestamente credo che almeno una volta nella vita tutti debbano concedersi quelle sensazioni!

Ti Abbraccio!

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