Quello che non ti aspetti... - 3° puntata
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E' stato un vero calvario riuscire a portarlo a sedersi sulla tazza del water, la mia schiena mi ha lanciato tanti di quei messaggi di dolore che non ne avevo mai sentiti così tanti prima di allora, una persona a peso morto è una cosa fuori del normale, perché non è un semplice peso da sostenere, ma rimane lì fermo, oltretutto non riesci a tenerlo comodamente in braccio, la presa può essere salda fino a un certo punto, per evitare di fargli del male, alla fine di tutto quanto, logicamente, ce l'ho fatta, ma ho visto davvero i classici sorci verdi per arrivare a compiere appieno la mia opera, lentamente sono riuscito a riportarlo sul deambulatore, l'ho fatto finalmente sedere lì, dopo averlo ripulito meglio che potevo dall'opera che aveva appena compiuto, e siamo ritornati al divano, il suo luogo principale di permanenza su questo mondo, finalmente era tutto bello tranquillo, tutto rilassato, i nostri sguardi si sono incrociati, e immediatamente...
"Grazie, grazie......"
"Prego, babbo, non ti preoccupare, prego..."
Mi ha ringraziato diverse altre volte, per averlo portato in bagno, mi sono emozionato, e mi sono pure partiti diversi pensieri, l'età è una brutta bestia, che ti costringe a fare diverse cose, e ti fa cambiare, sotto certi punti di vista, il tuo carattere, perché mio padre non mi ha mai ringraziato in quella maniera, è sempre stato una persona abbastanza autonoma e fiera nel suo portamento, anzi, era uno che pretenda che gli si facessero le cose, come quando in gioventù mi chiedeva, ma era più un ordine, che gli lavassi la schiena quando faceva il bagno, adesso tutto è mutato, la necessità, il bisogno continuo di assistenza hanno parecchio smussato il suo fare, rendendolo sotto un certo punto di vista più umano, più terreno, ho fatto quello che ho fatto perché era giusto così, non era necessario che mi ringraziasse così a lungo, quella insolita fragilità mi ha fatto tenerezza da una parte ma anche tristezza, tanta tristezza...