RE: Quota disperati
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Ma scusami, i paesi scandinavi come la Norvegia hanno il petrolio di stato, e sono pochissimi, e quindi potrebbero anche non lavorare se volessero, sono eccezioni più uniche che rare che non si possono applicare al resto del mondo, dove una quota di disoccupazione c'è sempre, ed è pure funzionale a chi deve assumere.
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Però nei paesi anglosassoni (considerando pure la quota di disoccupazione tra le più basse del mondo) chi è disoccupato può pur sempre aprire p. IVA senza che il fisco e la burocrazia del paese di turno gli faccia fallire di proposito l'impresa. Perchè inutile illuderci: il piccolo commercio che in Italia e Spagna (forse pure Grecia, altrimenti non vi sarebbe la corsa alla migrazione economica dei cittadini greci in Inghilterra) fallisce un giorno si e l'altro pure, fa parte di un piano studiato a tavolino. Su Quora hanno illustrato per bene come la butta. Negli USA, in Canada, in Australia non fallisci (a meno di non essere proprio negato per la libera iniziativa economica), dato che non sei trattato da nemico pubblico n.1. Dunque, sebbene non si possa imitare i paesi scandinavi perchè lì c'è il petrolio (ok, chiedo venia perchè questo particolare del petrolio non lo conoscevo) e nel resto d'Europa no (però quel che invece si può fare è imitare l'attitudine virtuosa: nella loro cultura, Norvegia e Islanda in cima, tutti devono avere le stesse opportunità di tutti,lo stesso reddito e le stesse comodità, il che in Norvegia si traduce in stipendi assimilati, case uguali ovunque e perfino oggetti personali omologati, fino al dentifricio). Si potrebbe tutt'al più questionare sull'omologazione forzata, ma non sull'idea di fondo. Nulla comunque vieta di copiare dal modello economico anglosassone funzionante. Soltanto che non si fa perchè per cultura l'Italia è un paese esclusivista e classista: significa che una volta che ho sistemato la mia famiglia per le prossime sette generazioni, ho elargito favori ai parenti con i quali non sono in lite e al mio circolo sociale ereditato da dodici generazioni, chi non fa parte del mio circolo può pure morire ammazzato che me ne pulisco il didietro. Mi spiace, ma è proprio un fatto culturale radicato, altrimenti come altro si spiegherebbero i concorsi pubblici farlocchi, studiati apposta per fare vincere gli amici degli amici che non hanno mai aperto una pagina del materiale da studiare, mentre chi si è preparato per anni di fila senza mettere piede fuori casa (potendoselo permettere) finisce silurato? È la stessa mentalità che c'è dietro alla mancanza di alternative all'impiego sotto padrone e contemporaneamente al tasso di disoccupazione a livelli vergognosamente alti. E la Spagna non sta un gran che indietro all'Italia. La quota di disoccupazione funzionale a chi deve assumere la posso anche capire, ma non posso invece capire (o meglio, capisco, ma non condivido di certo) tutti gli ostacoli alle alternative all'impiego sotto padrone.