Groenlandia, USA vs. EU, mentre Oro e Argento fanno un record dopo l'altro....

Gli USA, e il loro presidente Trump, vogliono la Groenlandia, non c'è niente da fare, e credo che prima o poi la prenderanno, in un modo o in un altro.
Quest territorio enorme, ghiacciato e scarsamente popolato, molti non sanno nemmeno dov'è di preciso sulla mappa, oggi vale molto più di quanto suggeriscano le apparenze.
Le tensioni di questi giorni tra Stati Uniti ed Europa ruotano proprio attorno a quest’isola artica, e il nome che riemerge con forza è quello di Donald Trump, la cui dichiarazioni non lasciano spazi a dubbi: lui vuole la Groenlandia, territorio autonomo danese, con circa 57000 abitanti, una delle densità abitative più basse del pianeta, circa 0,03 abitanti per chilometro quadrato.
La popolazione è composta principalmente da Inuit, discendenti delle popolazioni artiche che migrarono dal Canada secoli fa, che hanno la propria lingua e le proprie tradizioni, e mal digeriscono di essere sotto il controllo della Danimarca, e infatti adesso al potere c'è uno dei 4 partiti indipendentisti, quindi di finire dalla Danimarca agli USA non sembrano avere per nulla voglia.
Già durante il suo precedente mandato , Trump, aveva manifestato l’intenzione di “comprarla”. Oggi, però, il tono è cambiato: non più una provocazione, ma una strategia dichiarata, con tempi, strumenti e conseguenze potenzialmente dirompenti. La Groenlandia interessa agli Stati Uniti per almeno tre motivi chiave: militare, economico e tecnologico.
Dal punto di vista strategico-militare, l’isola rappresenta un avamposto fondamentale nell’Artico, area sempre più contesa tra Stati Uniti, Russia e Cina. Controllare la Groenlandia significa dominare rotte aeree, navali e sistemi di difesa missilistica in una regione destinata a diventare centrale nei prossimi decenni.
Poi ci sono le risorse. Sotto i ghiacci groenlandesi si nascondono terre rare, uranio, rame, petrolio e gas naturale. Materiali essenziali per la transizione energetica, l’industria tecnologica e quella militare. In un mondo che sta cercando di ridurre la dipendenza dalla Cina per le materie prime strategiche, la Groenlandia diventa un obiettivo naturale.
Infine, un aspetto meno discusso ma sempre più rilevante: il freddo. I data center per l’intelligenza artificiale consumano enormi quantità di energia e generano calore continuo. Le basse temperature naturali della Groenlandia riducono drasticamente i costi di raffreddamento, rendendo l’isola un luogo ideale per ospitare infrastrutture critiche per l’AI del futuro.
Il problema è che la Groenlandia non è “terra di nessuno”. È un territorio autonomo del Regno di Danimarca, e quindi parte integrante dell’orbita europea e della NATO. Ed è proprio qui che nasce lo scontro con l’Unione Europea, a partire da Copenaghen.
Il colpo di scena è arrivato in questi giorni, quando Donald Trump minaccia l’introduzione di dazi commerciali contro otto Paesi europei: Danimarca, Germania, Francia, Regno Unito, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi e Finlandia. Tutti alleati NATO. La Groenlandia diventa così una leva geopolitica, usata per esercitare pressione economica e politica sull’Europa. Non si parla di ipotesi vaghe: circolano scadenze precise, percentuali definite e un ultimatum che rischia di aprire una frattura storica nei rapporti transatlantici e all’interno della stessa Alleanza Atlantica.
In un contesto simile, i mercati fanno quello che hanno sempre fatto nei momenti di incertezza: cercano rifugio. E così Oro e Argento, beni rifugio per eccellenza, continuano a macinare record su record.
Oggi l’oro ha superato una soglia psicologica storica per noi europei: oltre 4.000 euro l’oncia. Un livello che solo pochi anni fa sembrava impensabile. L’argento segue a ruota, con una volatilità maggiore ma anche con aspettative molto aggressive. Sempre più analisti prevedono che possa avvicinarsi — o addirittura toccare — i 100 dollari l’oncia già nei primi mesi dell’anno, spinto sia dalla domanda industriale sia dal ruolo di bene rifugio “accessibile”.
Geopolitica, guerra commerciale, frizioni tra alleati storici e una nuova corsa alle risorse strategiche: il mix è esplosivo. E come spesso accade, mentre la politica alza la voce, i metalli preziosi parlano con i prezzi. E, almeno per ora, il loro messaggio è chiarissimo.
Grazie dell'attenzione e alla prossima.
Immagine realizzata con ChatGPT
Ormai Trump si è fissato e in un modo o nell'altro la prenderà a costo di sfanculare la nato... Poi adesso è offeso perché non gli hanno dato il nobel per la pace...