Game Theory: la vita è solo un gioco.

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"Se qualcuno ti invita a partecipare al suo gioco, non accettare mai di seguire le sue regole, perché quel gioco è progettato appositamente per farti perdere......

Altrimenti, per quale motivo ti avrebbe invitato?"

O aggiungo io, se ci riesci, evita di giocare ad un gioco in cui sai che perderai, ma purtroppo la vita, spesso, non ti lascia la libertà di scelta, e ti costringe a partecipare a una sfida impari il cui esito è facilmente prevedibile.

Queste frasi possono essere considerate, a grandi linee, un riassunto della "Game Thoery", ispirata ad una disciplina matematica ed economica sviluppata da studiosi come John von Neumann e John Nash, in cui l'obiettivo è analizzare le decisioni strategiche in situazioni in cui il risultato di una scelta non dipende solo da noi, ma anche dalle azioni degli altri.

Un analisi approfondita dei giochi, intesi non come passatempi, ma come qualsiasi contesto in cui più individui interagiscono con interessi che possono coincidere o entrare in conflitto.

E negli ultimi anni la Game Theory è uscita dalle aule universitarie per approdare sui social network, nei podcast e nei contenuti di crescita personale, portata in maniera diversa, da vari content creators.

Video brevi, esempi provocatori e frasi ad effetto la presentano come una sorta di “manuale segreto” per vincere nella vita, nelle relazioni e nel lavoro. Ma cos’è davvero la game theory, e perché sta attirando così tanta attenzione?

Nella teoria dei giochi, un “gioco” è definito da alcuni elementi fondamentali:

  • i giocatori (le persone coinvolte),

  • le regole del gioco

  • gli incentivi (i risultati o benefici ottenuti),

Un esempio classico è il Dilemma del Prigioniero: due persone devono decidere se collaborare o tradire l’altra, senza poter comunicare. Il risultato dimostra che, anche quando la cooperazione sarebbe vantaggiosa per entrambi, l’interesse individuale può portare a una scelta peggiore sul piano collettivo. Questo schema, apparentemente astratto, descrive moltissime situazioni reali: dalla concorrenza tra aziende, alle relazioni personali, fino ai comportamenti sui social network.

Quasi sempre il profitto personale vince sulle altre scelte, e ci si orienta solo verso il bene comune ( che esso sia tra 2 persone o intere nazioni ), solo se ci si guadagna qualcosa che da soli non potremmo ottenere.

Un altro esempio è la riunione di condominio, in cui ogni proprietario porta avanti all'assemblea la problematica che lo riguarda direttamente, ma se bisogna spendere più soldi per una riparazione che non lo interessa direttamente, tenderà a far finta di niente, oppure ad opporsi, ma se quella stessa riparazione porta un beneficio a tutto il condominio, allora sarà pronto a votare in maniera favorevole.

Insomma, possiamo dire che la Game Theory fornisce una lente per interpretare i comportamenti umani, e in un’epoca in cui tutto è competizione, diventa un qualcosa che attira molto l'attenzione.

Molti creator semplificano concetti complessi trasformandoli in regole pratiche: “non fare mai la prima concessione”, “premia chi coopera e punisci chi tradisce”, “pensa a lungo termine”.

Usare la teoria dei giochi nella vita non significa manipolare gli altri, ma capire il contesto in cui si agisce.

Per riassumere possiamo dire che è fondamentale innanzitutto distinguere tra giochi a somma zero, dove il guadagno di uno è la perdita dell’altro, e giochi a somma positiva, dove la collaborazione crea valore per tutti; trattare questi ultimi con ostilità è spesso controproducente.

In questo contesto, bisogna valutare se il rapporto è destinato a ripetersi nel tempo: nelle interazioni ricorrenti, la reputazione è tutto e premia strategie come il tit-for-tat, che bilancia cooperazione e fermezza.

Infine, per prevedere le mosse altrui, non bisogna fermarsi alle dichiarazioni d'intenti, ma analizzare i reali incentivi in gioco, poiché le persone agiscono quasi sempre in base a ciò che hanno concretamente da guadagnare o da perdere.

Insomma, a grandi linee per me la Game Theory diverte e risulta interessante, e ci dona quel pizzico di cinismo che serve a guardare oltre le maschere che indossano le persone nella nostra "società civile" , come ci piace definirla.

Grazie dell'attenzione e alla prossima.

Immagine realizzata con Gemini



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Argomento interessante, ammetto di non averlo mai approfondito né sentito trattato a lungo... Cosa molto psicologica, ma l'essere umano è molto prevedibile soprattutto in ambito di guadagno

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At the end of the day humans are greedy by nature. Some more than others, but there is that gene in our DNA. It's how our ancestors survived, but prevents mutual gain relationships in many cases. It's an interesting theory though, I just wish as a species we could all learn to just get along and share rather than horde our wealth. But it's human nature I'm afraid!

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