Bitcoin sell-off : perchè?

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Inutile girarci attorno, l’ultimo mese è stato particolarmente difficile per Bitcoin e per tutto il mondo crypto, ma limitarsi a leggere questo movimento come l’ennesima fase di volatilità tipica delle criptovalute sarebbe riduttivo.

In realtà, dietro il recente sell-off si nascondono tre fattori strutturali che non riguardano solo Bitcoin, ma che aiutano a capire dove potrebbero dirigersi i mercati finanziari nel resto del 2026.

Il primo fattore riguarda la Federal Reserve e, soprattutto, ciò che potrebbe fare nei prossimi mesi. Molti investitori avevano costruito le proprie strategie partendo da un presupposto chiaro: politiche monetarie più accomodanti, tassi di interesse in forte calo, nuova liquidità e un dollaro più debole. Questo scenario ha alimentato negli ultimi anni la corsa verso asset percepiti come “difensivi” o alternativi, come oro e Bitcoin.

La recente decisione di Donald Trump di indicare Kevin Worsh come possibile nuovo presidente della Federal Reserve ha però cambiato le aspettative. Worsh non è un profilo “politico”, ma un tecnico con esperienza diretta durante la crisi del 2008, noto per posizioni più prudenti sull’inflazione. In passato ha sostenuto tassi più alti e, per il 2026, ha parlato esplicitamente di riduzione della liquidità in circolazione, attraverso il cosiddetto “tightening” del bilancio della Fed.

Sarà vero? staremo a vedere......

Questo ha spiazzato i mercati: se la banca centrale dovesse davvero rimanere più indipendente dalla Casa Bianca e meno aggressiva nel creare inflazione, la narrativa che vede Bitcoin e oro come protezione urgente contro il collasso del dollaro perderebbe forza. Ed è proprio questa revisione delle aspettative ad aver innescato le prime vendite.

Il secondo fattore è un cambiamento strutturale nel modo in cui Bitcoin viene utilizzato dai mercati. In origine, il suo valore era legato soprattutto alla scarsità: un’offerta massima di 21 milioni di unità, impossibile da aumentare. Oggi, però, l’ecosistema è molto diverso. Futures, opzioni, ETF e prodotti derivati permettono di “scommettere” sull’andamento di Bitcoin senza possederlo realmente.

Questo ha due conseguenze importanti. Da un lato, la scarsità perde parte del suo significato economico; dall’altro, aumenta la componente speculativa. Sempre più capitali entrano non per detenere Bitcoin nel lungo periodo, ma per cercare rendimenti rapidi attraverso leva finanziaria e strumenti complessi. Storicamente, quando i derivati iniziano a superare l’asset sottostante, si crea un ambiente fragile, tipico delle fasi di bolla.

Il terzo fattore è la psicologia del mercato, in particolare il panic selling. Bitcoin, più di altri asset, è estremamente sensibile al sentiment. Un ribasso iniziale può rapidamente trasformarsi in una spirale di vendite, soprattutto quando figure influenti rilasciano dichiarazioni allarmistiche. È quanto accaduto dopo alcune prese di posizione che hanno ipotizzato problemi sistemici sotto determinate soglie di prezzo, alimentando ulteriore paura.

Insomma, il famosissimo FUD ( Fear, Uncertainty and Distress), quando infetta il mondo crypto, è difficile uscirne.

Questo meccanismo non è esclusivo delle criptovalute. Lo stesso schema si sta iniziando a vedere in altri settori altamente speculativi, come quello dell’intelligenza artificiale. Nel 2025 bastava annunciare investimenti massicci in AI per vedere un titolo volare. Nel 2026, invece, gli investitori chiedono qualcosa in più: un percorso credibile verso la redditività. Le aziende che si indebitano pesantemente senza risultati concreti vengono ora punite dal mercato.

Il messaggio di fondo è chiaro: stiamo entrando in una fase in cui il denaro è meno abbondante, la speculazione viene messa sotto pressione e la selettività torna centrale. Né Bitcoin, né oro, né azioni sono destinati a salire per sempre. I cicli esistono, e comprenderli è molto più importante che inseguire l’asset “caldo” del momento.

Per chi investe con una visione di lungo periodo, la volatilità non è necessariamente un problema: può diventare un’opportunità. Per chi invece cerca guadagni rapidi, spesso è il momento in cui gli errori si pagano più cari. Ed è proprio in questa differenza di approccio che si misura la maturità di un investitore.

Grazie dell'attenzione e alla prossima.



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3 comments
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Cycles are real and always will be. What is going to happen to BTC now that it's almost more of a commodity rather than money? Who really knows long term, but the speculators will all be going long or short to try to profit in the meantime.

I guess the trick is to pick the hot market before it soars, but if it were that easy we'd all be loaded. We shall see how the new Fed chairman does, at least he's not a politician meaning he will do what he thinks is right and not listen to pressure from the elected officials. Is that going to be good or bad? We'll find out soon enough!

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We'll find out, the markets seem pretty scared in these weeks, it looks that the Bear Market just started and is here to stay, but never say never!

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Guadagni rapidi puoi farli solo col trading veloce, comprare e rivendere nel giro di ora o massimo giorni, non ha senso comprare e tenere per mesi... Diciamo che finché non ci sono soldi liberi la gente non investe, c'è poca voglia di rischiare investimenti

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